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GIARDINI IN VERTICALE

Introduzione di JACQUES LEENHARDT
Testi di ANNA LAMBERTINI
Fotografie di MARIO CIAMPI

CARTONATO CON SOVRACCOPERTA / 240 pagine
24,5 x 30 cm
185 illustrazioni a colori
ISBN-13: 978-1-905216-13-0

Euro 60

IN STOCK

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DESCRIPTION

Diffondere la natura negli spazi urbani costituisce una delle maggiori sfide del XXI secolo; una delle soluzioni più spettacolari è rappresentata dai cosiddetti giardini verticali. Molto più di una serie bizzarra di interventi di decoro urbano, il vertical green rappresenta un’opportunità per portare vita e verde nel grigio metropolitano. Giardini in Verticale è la prima pubblicazione a raccogliere i migliori esempi di questa tendenza emergente, dai primi esperimenti condotti da Vito Acconci, alle anticipazioni in nome del “green over the gray” di Emilio Ambasz, una delle più eclettiche figure dell’architettura del Novecento, dai progetti basati sulla coltura idroponica di Patrick Blanc, agli “edifici germoglianti” di Edouard François. Arricchito da un percorso critico che raccoglie le riflessioni sulle espressioni tradizionali del vertical green degli interpreti dell’architettura e del garden design, Giardini in Verticale presenta una selezione, organizzata per sezioni tematiche, di opere espressive della tendenza sempre più diffusa a ibridare materiali artificiali e vegetali per conquistare la dimensione verticale.

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ANNA LAMBERTINI has a PhD in landscape architecture and conducts research at the Università degli Studi in Perugia and Florence.

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JACQUES LEENHARDT is a writer and a professor at the École des Hautes Études en Sciences Sociales in Paris. His fields of specialized study include art and landscape design.

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MARIO CIAMPI has been an architectural photographer for more than twenty-five years and his work has appeared in numerous magazines worldwide, and in particular, Casa Vogue and Architectural Digest

REVIEWS

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3/1/2008

Ville Giardini

Il giardino in salita: un volume racconta l’arte di realizzare muri vegetali con le piante

Perché non trasformare la facciate grigia e anonima di un edificio in città in uno scenografico intreccio vegetale fatto di fiori, foglie, rami e frutti? È stato Patrick Blanc, botanico francese famoso a livello internazionale, il primo a inventare il sistema per far crescere le piante in verticale creando sorprendenti pareti vegetali. Un segreto rubato alla vegetazione delle foreste pluviali, dove le piante riescono a proliferare anche in condizioni di scarsa illuminazione, e che, applicato nei contesti urbani, si è rivelato un ottimo strumento per contribuire alla diffusione di spazi verdi in città, così tanto inquinate e congestionate. I vantaggi non sono pochi: oltre al gradevole impatto estetico, una parete fatta da diverse varietà botaniche migliora non di poco la qualità dell’aria e costituisce una barriera naturale contro l’inquinamento acustico. Ed è un viaggio alla scoperta delle opere più rappresentative del vertical green quello proposto da Anna Lambertini in questo ricco volume. Sono diversi i paesaggisti contemporanei che, seguendo l’esempio di Patrick Blanc, si sono orientati verso la creazione di nuovi linguaggi da applicare agli spazi urbani realizzando muri verdi, giardini verticali e pareti vegetali dove le piante si dimostrano ben contente di svilupparsi. Il percorso si articola attraverso una trentina di schede descrittive organizzate in cinque sezioni tematiche: dalle spettacolari composizioni botaniche di Patrick Blanc alle facciate germoglianti ideate da Edouard François; dai poetici inserti vegetali nelle architetture di Terunobu Fujimori alla rivisitazione in chiave high tech del tradizionale use delle rampicanti in facciata. Senza dimenticare gli edifici progettati da Emilio Ambasz e le ardite sperimentazioni di artisti quali Vito Acconci e Friedensreich Hundertwasser. (Giovanna Sartori e Silvia Tatozzi)

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3/1/2008

Case & Country

Verticale e Orizzontale

Le nuove tendenze del verde: da quell anche racconta l’acquisizione di una nuova dimensione che punta verso l’alto a quell anche illustra la crescente trasversalità dell’arte di creare giardini. Eccellente soluzione di arredo urbano, il vertical green ha un respiro internazionale e aumenta la qualità ambientale nelle città in una lotta perenne del verde della vegetazione contro il grigio del cemento. L’idea di fondo è quella di procedere verso l’alto all’infinito, dando la sensazione agli abitanti dei centri urbani di poter godere almeno di un surrogato della vita di campagna. Dai tempi dei giardini pensili di Babilonia, fatti costruire da Nabucodonosor per alleviare la nostalgia della moglie Amitis, sono stati utilizzati infiniti artifici architettonici per creare verticalità, con rampicanti, berceau (pergolato con volta a cupola), pergole e sostegni vari. Giardini in verticale ama sottolineare l’estetica del muro vegetale, in cui le piante sono disposte sulla parete così come il colore viene applicato sulla tela, a colpi di pennello con interventi da giardiniere, botanico, architetto del paesaggio e artista. (Galeazzo Santini)

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1/1/2008

Gardenia

Giardini dall’alto in basso

Un libro raccoglie molte situazioni di vertical green realizzate in giro per il mondo, a partire dai muri verdi di Patrick Blanc.

Quando lo spazio è limitato si costruisce in altezza, piuttosto che in orizzontale: lo si fa da sempre con gli edifici e da qualche tempo lo si sperimenta anche con il verde. Ma le via via più numerose realizzazioni di vertical green, nate in contesti urbani e non, appaiono molto diverse fra loro. Questo libro è quindi interessante perché è forse il primo a proporre un repertorio piuttosto vasto di situazioni. Fin dall’indice ci si rende conto che le trentuno esperienze presentati non sono tutte uguali: vengono raggruppate in sezioni intitolate “sperimentazioni”, “combinazioni”, “rivestimenti”, “integrazioni” e “metamorfosi urbane”. Di queste categorie, effettivamente preziose per una comprensione del fenomeno, ci si dimentica però non appena ci si sofferma sulle pagine dedicate a ogni singolo giardino in verticale, tutte illustrate dalle belle fotografie a colori di Mario Ciampi ogni situazione è infatti davvero unica. Si passa dai lavori pionieristici condotti da artisti come Hundertwasser o Vito Acconci alle ben note e spettacolari pareti verdi di Patrick Blanc; dai 380 vasi di bambù con cui Edouard François ha rinverdito la Tower Flower di Parigi ai poetici inserti vegetali dell architetture del giapponese Terunobu Fujimori. Non mancano esperienze che qualcuno forse copierà, sia perché si fa cenno a come realizzarle sia perché possono rappresentare una soluzione per problemi personali. È il case delle chiome degli alberi imbrigliate dentro reti metalliche, a formare uno schermo vegetale, in un agriturismo nella campagna francese, o dell’originale hortus conclusu, che Agnès Daval ha creato nel cortile di una dimora storica di Strasburgo, usando cassette da vivaio in polietilene. Infine, chi volesse trovare il filo “verde” che lega queste esperienze o conoscerne le matrici culturali, troverà utilissimo la dotta riflessione di Jacques Leenhardt, professore presso l’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. (Pia Meda)

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12/1/2007

Elle Decor

Texture in Verticale

Il giardino conquista una nuova dimensione: la verticalità. Per disegnare con pareti vegetali paesaggi urbani inaspettati.

È la tendenza più originale dei giardini. Le pareti in verticale hanno cambiato il modo di interpretare gli spazi verdi, sopratutto in città, dove riescono a inventare aree conquistare nel tessuto urbano tra la densificazione crescente dell’abitato. “Vegetalizzare in verticale significa anch riequilibrare l’ecosistema urbano” spiega Patrick Blanc, botanista, ricercatore e grande conoscitore di piante del sottobosco tropicale, ma anche inventore di una parete brevettata in grado di accogliere varietà non rampicanti che possono crescere su parecchi metri di altezza e vivere senza substrato. “Le piante rampicanti” continua “utilizzate fino a poco tempo fa per rivestire o mimetizzare muri e pareti, sono superate da specie che vivono anche in ambienti precari - proprio come il muschio sulle rocce - e sono in grado di comporre elaborate texture dalle sfumature momocromatiche o a contrasto”. Il tema suggestive è ora raccontato nel nuovo libro Vertical Gardens da Mario Ciampi. L’affermato fotografo d’architettura, con le sue immagine ha colto in giro per il mondo le soluzioni più curiose e spettacolari: studiate a completamento delle costruzioni di progettisti celebri come Jean Nouvel, Andrée Putman, Renzo Piano e Burckhardts+Partner oppure elaborate come parte integrante dei propri lavori da Kenzo Kuma, Emilio Ambasz, Terunobu Fujimori e Mario Cucinella Architects. Nel panorama rigorosamente architettonico e botanico tracciato do Ciampi non mancano incursioni nel mondo dell’arte come la maxi scultura floreale Puppy, ideata da Jeff Koons per accogliere i visitatori del Guggenheim Museum di Bilbao, o le installazioni di Heather Ackroyd e Dan Harvey che trasformano le superfici di architetture classiche in prati senza confini. (Franco Marchesi)